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June 23 Ikebana zen… in versiLa mia tesi è un terreno scivoloso, perché io sono piuttosto instabile: precipito persino in terra piana! Così, le escogito tutte per sfuggirle… Il mio Eminescu non sarebbe fiero di me, lui non sa quanto lo ami o se lo sa, fa finta di ignorarmi. Ma a modo suo - cioè guardandomi dall’alto verso il basso e con un leggero aristocratico fastidio – apprezzerebbe questa mia ennesima divagazione… în versuri Ad ogni modo, oggi sto assaporando (riempiendo la mia Twittpage) alcune poesie “zen”. E ho pensato ai miei internauti, appassionati lettori di questo Lyrics-Blog: quale miglior attestato di gratitudine per le migliaia di fedeli bloggari, se non condividere con loro alcuni corti e densi versi?
Eichu - (1340 – 1416) I miei occhi stanno in ascolto tra le ciglia! Ho chiuso con le solite cose! Che senso ha la cavezza, la briglia Per chi si è scosso di dosso ogni artificio?
Nanei - (1343 – 1414) Spaccando in due il nulla, Riducendo in briciole la terra, Osservo, mentre lentamente s’accosta al fiume La luna sospinta dalle nuvole.
Kokai - (1403 – 1469) Afferrandosi a un sostegno, ci si perde nel nulla; Lasciandolo andare, si riconquista l’Origine. Da quando è cessata la musica, nessun’ombra ha toccato La mia porta: di nuovo la luna del villaggio è sopra il fiume.
le poesie sono tratte da Poesie Zen, a cura di Lucien Stryk e Takaschi Ikemoto, Newton Compton Editori, Roma, 2008 TrackbacksThe trackback URL for this entry is: http://heloriatempe.spaces.live.com/blog/cns!28D51832A8F46D14!962.trak Weblogs that reference this entry
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